Onice (gemma)

0
230

Schoham in ebraico, onix in greco, perché somiglia all’unghia dell’uomo. Narra la leggenda che il dio Eros aveva spezzato con una freccia l’unghia di Afrodite addormentata e l’aveva gettata nell’acqua; ma poiché neppure il più piccolo frammento del corpo di un immortale può morire, l’unghia continuò a vivere, trasformato dalla Parche in pietra.

Onice, la gemma nata da Afrodite

L’onice è una varietà di calcedonio, e più precisamente un’agata a striature bianche e nere (o marrone scuro), in genere con forti differenze fra le zone adiacenti. Esso è costituito da silice anidra, con struttura fibrosa molto dura, adatta alla fabbricazione di cammei, bottoni, pomi da bastone, manici. Anticamente l’onice era molto apprezzato; il re di Tiro lo prediligeva fra tutte le gemme; i Romani ne traevano sigilli e ornamenti, incidendovi segni zodiacali, soggetti di origine orientale, immagini dei grandi condottieri. Nel Medioevo, forse per influenza araba, divenne foriero di disgrazie e tristezza, ma fu riabilitato verso il 1400 in Inghilterra, dove venne considerato amuleto contro paure e fantasmi. Naturalmente tale antitesi di opinioni riguardo la pietra, si riflette notevolmente sulle su applicazioni magiche.

I poteri dell’onice secondo le credenze

La tradizione positiva vede nel cupo onice la pietra che combatte la malinconia, spegne le passioni funeste, infonde ottimismo, agendo secondo il già discusso principio omeopatico. La si adopera per fabbricare rosari, perché capace di ispirare umiltà e infondere pensieri elevati. Scaccia sogni ed allucinazioni, dona tranquillità d’animo e dei sensi, conserva la pace tra gli sposi, allontana le serpi velenose e, specialmente in India e in Persia, appesa al collo o posta tra i capelli, preserva dal malocchio e affretta il parto, riducendo i dolori ed eliminando velocemente i residui. Scolpendovi l’immagine di Marte e Mercurio si vedrebbe aumentare la propria audacia; tale amuleto proteggerebbe dalle infezioni e dagli animali pericolosi, attrarrebbe amicizie e assicurerebbe la fedeltà del partner, renderebbe affabili, moderati e perspicaci, recherebbe successi nel campo educativo, nel teatro e nell’oratoria; in Arabia si racconta abbia il potere di dissipare le querele.

È la pietra più amata degli elementi della terra, gli gnomi e come simbolo del pianeta Saturno, pure legato all’elemento terra, attacca alla materia gli esseri inferiori, mentre eleva gli uomini spiritualmente evoluti. L’immagine di un cammello scolpita nell’onice ne moltiplicherebbe le virtù, così come quella di 27 teste di capro fra i rami di mirto costringerebbe i demoni, mentre quella di uomo ritto in piedi e armato di pugnale conferirebbe onore. La sagoma di un cervo o di una serpe, oltre che espletare un’azione protettiva nei confronti di spiriti maligni, acquieterebbe i venti nocivi.

Secondo Alberto Magno, contrariamente a quanto esposto finora, l’onice può causare dolore, vertigini, spavento, fantasie terribili e discordie. Legato al dito o al collo, provoca pesantezza, mestizia, brutti sogni, parti prematuri ed evoca gli spiriti dei defunti. Apporta disgrazie e dispiaceri a non finire, rende puntigliosi, maligni, attaccabrighe, accentua la già abbondante salivazione nei lattanti e pregiudica il sonno di chi mangia o beve in un vaso da esso costituito. È simbolo di vane virtù e vane speranze, d’avarizia e rapacità e solo la sardonice, sua acerrima nemica, può contrastarne gli infausti influssi. Secondo il Mandeville, che si attiene a una posizione di mezzo, l’onice mostra i demoni, ma in compenso dona ardimento. Ahmed Teifasciste, invece, afferma più radicalmente che “nessuno, nello Yemen lo usa come ornamento, il re non l’ammette nei suoi tesori” e che “le genti idiote soltanto, ignare di questa sua proprietà, sono quelle che lo portano al collo o in altre parti del corpo”. Dal canto suo la farmacopea, fortunatamente, concorda sugli impieghi delle pietra come antiepilettico, corroborante, emolliente, contro tosse e raucedine. Rimargina piaghe e ferite, giova nei trabocchi di bile, guarisce le malattie oculari, cosa che sarebbe confermata dal Dolce, nel suo trattato delle pietre preziose; egli afferma: “dell’onice dicesi queste cose maravigliose: apposto ad un occhio infermo, da lo stesso, a guisa di cosa sensata, entra nell’occhio, lo cinne da ogni parte, senza alcuna noia e se si trova dentro cosa alcuna nocevole, fuori la cava”.

L’onice e le influenze con gli astri

Molto dibattuti sono al contrario gli influssi degli astri sulla pietra; oltre a Saturno, riconosciuto quasi universalmente come signore dell’onice, insieme con il suo spirito Cassiel, pare che il Sole, Giove e Venere vi concentrino le loro forze. I Capricorni, saturnini per eccellenza, lo monteranno in oro rosso o platino, contro la malinconia, le angosce, le passioni sotterranee e violente, le cadute, spesso causa per essi di fratture, e la raucedine. Lì preserverà dalle depressioni, li aiuterà, per quanto chiusi e solitari, a incontrare l’anima gemella e offrirà loro successi e fortuna. I nativi del secondo decano del segno saranno inoltre cautelati dagli incantesimi e dai cattivi influssi. Coloro che riconoscono alla pietra natura gioviana, oltre che saturnina, la raccomandano particolarmente ai Capricorni della prima decade, dominata da Giove.

Anche chi è segnato da un Saturno ben messo e piuttosto rilevante nel tema di nascita o chi ha visto la luce l’8, il 26, il 17 nel mese (l’8 è il numero di Saturno), ne trarrà beneficio montandolo in piombo. Ugualmente sarà propizia ai Leoni, ai Gemelli, ai Pesci della prima e della seconda decade, incastonato in stagno, ai Tori dell’ultimo decano, anch’essi Saturnini e a tutte le imprese compiute in Giugno, Luglio, Dicembre, sempre che l’oroscopo del portatore presenti compatibilità con la pietra. Chi invece è caratterizzato da un Saturno afflitto, posto in un segno poco congeniale, come il Cancro o il Leone, oppure sollecitato da aspetti disarmonici, farà bene ad evitare l’onice, che può essergli cagione di malinconia, incubi, processi, liti e povertà. Anche i nativi della Bilancia, dell’Ariete e del Cancro, dovranno astenersene, eccezion fatta per i nati il 26 Marzo, il 26 Settembre, il 17 Aprile e il 17 Ottobre, giorni favorevoli alla pietra. L’onice è connesso con la dodicesima ora della notte, porta fortuna a chi si chiama Anselmo, Gennaro e Gabriele. In sogno è presagio di matrimonio felice.

LASCIA UNA RISPOSTA: