Guida sulle perle – Informazioni generali

Questa guida è la seconda "lezione" sulle perle di Blog dei Preziosi. In questa lezione sarà possibile approfondire in linea generale le differenze tra perle naturali e perle coltivate, le colorazioni possibili ed alcune specifiche tecniche e chimiche.

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La perla è una gemma di origine organica che può formarsi all’interno di molluschi marini o di acqua dolce per cause naturali o mediante l’intervento dell’uomo. La gemmologia definisce la perla come: “Il prodotto concrezionato, a composizione prevalentemente di origine organica, generato entro certi molluschi per reazione dovuta alla presenza di un corpo estraneo penetrato nelle parti vitali dell’organismo“.

genesi-della-perla-inclusione-parassita-cicala-blog-300x300La spiegazione di questa definizione è intuitiva: la perla si forma quando un corpo estraneo (parassiti, sabbia, sassolini o parti di conchiglia) entra all’interno della cavità palleale. L’animale, allo scopo di difendere i propri tessuti dall’irritazione dovuta alla presenza dell’intruso, tende a ricoprirlo con strati di madreperla. Questi strati di calcio, combinati con altri minerali (nelle proporzioni visibili sotto), danno origine alla nostra gemma (il processo richiede anni). La perla è sostanzialmente formata da nacre, ossia dalla madreperla.

In verità, per esser più precisi, il mollusco ingloba il parassita in una sacca perlifera, lo spinge all’interno della sacca muscolare e solo lì inizia a stratificare l’inclusione.

Il colore della perla

Il colore solitamente più comune è il bianco, ma esistono perle di moltissimi altri colori: rosa, crema, viola, grigie, nere e addirittura dorate. Spesso la colorazione primaria è influenzata da sfumature che possono essere di colorazione rosa, petrolio, verde o grigio. L’intervento dell’uomo consente anche di ottenere colorazioni bizzarre non naturali, come il verde, l’azzurro, il blu, il rosso o l’arancione (queste perle vengono utilizzate prevalentemente nella bigiotteria o in gioielli dal design particolare).

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Perle naturali o coltivate?

Definizione: “Le perle possono essere naturali (generate spontaneamente senza l’intervento dell’uomo) o coltivate (generate a causa dell’intervento umano, sia volontario o meno)”.

Le perle che si originano per cause naturali sono estremamente rare, e proprio per questo la perla era considerata in passato, da tutte le popolazioni del mondo, una tra le gemme più rare e preziose. Al giorno d’oggi con la scoperta di moderne tecniche di innesto all’interno dei molluschi si è riusciti ad incrementare la produzione di perle in maniera esponenziale. Praticamente tutte le perle in commercio hanno origine nelle zone di allevamento (le maggiori sono in oriente in Cina e Giappone) ed sono quindi coltivate.

Data l’enorme produzione degli ultimi decenni, e data la capacità sempre crescente di allevare e curare in maniera migliore i molluschi, la selezione di perle in commercio ha subito enormi incrementi sia da un punto di vista quantitativo, sia da un punto di vista qualitativo.

Specifiche tecniche della perla

  • Struttura della perla: è un corpo idealmente globulare (ma che può avere anche aspetto molto irregolare), assolutamente privo di spigoli vivi, costituito da strati cristallini di carbonato di calcio (aragonite) sovrapposti ad embrice, idealmente concentrici ed ingabbiati in una rete tridimensionale di conchiolina (scleroproteina tipo chitina);
  • Trasparenza: da traslucida ad opaca;
  • Fenomeni ottico – Oriente: insieme di fenomeni ottici quali dispersione, riflessione, diffusione della luce e interferenza. L’oriente si può definire come un’insieme di lampi di colori in movimento sulla superficie della perla che assume così un aspetto simile al velluto;
  • Durezza: da 2,5 a 4,5 (media 3) della scala di Moss;
  • Elasticità: molto elevata grazie alla particolare disposizione della conchiolina;
  • Densità:  da 2,60 a 2,78 (media 2,66);
  • Struttura della superficie: al microscopio ottico la superficie mostra il risultato della particolare struttura di crescita dei vari strati di perlagione embriciati fra loro; tale struttura è visibile come un insieme di linee ondulate sottili, irregolari, più o meno ravvicinate. Al microscopio elettronico (300x) gli strati di perlagione sono mattonelle irregolari affiancate e sovrapposte;
  • Fluorescenza: è medio-forte con colorazione bianca-azzurra se esposta a UVL (onde lunghe) e nulla a UVC (onde corte).

Le caratteristiche chimiche

I vari strati che ricoprono il corpo esterno e che creano la perla sono composti dai seguenti elementi chimici, che nelle differenti percentuali influenzano colorazioni, sfumature ed oriente:

  • Carbonato di Calcio CaCO3 (82-92%) disposto ad embrice, ossia in strati concentrici;
  • Conchiolina (4-14%), un insieme di proteine complesse che vengono create dal tessuto epiteliale esterno dei molluschi, che è il responsabile della colorazione da bianco a bruno scuro ed è il materiale “collante” che conferisce la resistenza e l’elasticità della perla;
  • Acqua H2O (2%), fondamentale per non far “esfoliare” la perla;
  • Elementi in traccia (0,2-0,4%).

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