Peridoto (gemma)

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Il peridoto, come ogni gemma, ha un suo mese di riferimento. Nello specifico esso viene associato ai nati del mese di Agosto grazie al suo colore verde accesso. La tonalità del suo colore, che varia da un verde dorato ad un verde saturo, è dovuto alla sua composizione chimica ed alla sua struttura cristallina.

Storia del peridoto

Nell’antichità il verde del peridoto veniva spesso confuso con il verde dello smeraldo. Il suo nome è probabilmente una corruzione del termine orientale che indica l’olivina. Il peridoto si estraeva in Egitto fin dal 1500 a.C. nell’isola di Zebirget (anche chiamata Zeberget o Zabargad) nel mar Morto, detta anche “Isola dei morti“, “Isola dei serpenti” (oggi St, John Island) chiamata Topazon dal greco “cercare“. A causa della difficoltà nell’identificarlo, è plausibile che tra le innumerevoli gemme verdi amate da Cleopatra (che di solito erano smeraldi), vi fossero anche peridoti. All’epoca, senza l’ausilio dei moderni sistemi di analisi, era infatti molto difficile identificare e distinguere smeraldi e peridoti. Solo in epoca più tarda la gemma fu battezzata ufficialmente peridoto, dall’arabo faridat (pietra preziosa).

Nell’antico Egitto, il peridoto costituiva un amuleto contro i pericoli del buio e, successivamente, quando il suo potere sulla luce fu trasposto al suono divenne la gemma protettiva dei sordi. Anche un ciondolo del Faraone Tutankhamon è stato ufficialmente riconosciuto come peridoto, a testimonianza del suo incredibile potere mistico. In Europa arrivò piuttosto tardi, solo quando i Crociati, invaghitisene, la importarono; fu la pietra prediletta del periodo Barocco, per quel verde dorato che ricorda e lascia dietro di sè una nota di ricchezza.

Il peridoto più grande ad oggi rinvenuto pesa circa 310 carati e si trova presso il Smithsonian Institute of Washington negli USA.

Giacimenti di Peridoti

Tra i peridoti, sono particolarmente degni di nota i peridoti provenienti dal Kashmir. Essi, scoperti solo recentemente nel 1992 nei pressi del Nanga Parbat (“Naked mountain” in Hindi, ossia “montagna nuda”), vedono la loro particolarità grazie ad un colore eccezionale unito a carature importanti e praticamente assenti inclusioni. Questa zona, nella regione Suppatt dell’Himalaya, dà quindi alla luce incredibili esemplari, spesso costosi, di gran lunga esteticamente più accattivanti di quelli derivanti dalle varietà dell’Arizona e della Cina.

Alcuni peridoti sono stati anche ritrovati nei meteoriti, nella cosiddetta pallasite (nella regione di transizione tra il mantello di silicati ed il nucleo di ferro degli asteroidi). L’origine di questi meteoriti è la fascia tra Giove e Marte. Per questo motivo non sorprende che alcuni esemplari di peridoti siano stati rinvenuti anche sulla superficie di Marte. Nel 2003 infatti è stato appunto ritrovato il primo esemplare sul pianeta rosso… Il peridoto è quindi a tutti gli effetti la prima gemma extraterrestre rinvenuta.

Poteri del peridoto

Alleviava i dolori nevralgici, curava le epatopatie, contrastava l’influsso degli spiriti cattivi, liberata la mente dall’invidia, favoriva le amicizie e allontanava i tradimenti amorosi. Donava generosità, bellezza, felicità e sentimenti dolcissimi, amori improvvisati e fatali (i classici colpi di fulmine che molti sognano). Legato in oro e portato sulla mano sinistra allontana la malinconia e i pensieri sconclusionati, rendendo il portatore saggio e sereno. E’ particolarmente propizio ai nativi della Vergine e ai mesi di agosto e settembre.

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