Avventurina (gemma)

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avventurina-gemma-verde-avventurine-gemLa tradizione fa derivare il nome della gemma dal seguente aneddoto: un artefice di Murano aveva lasciato cadere per caso (a ventura, ossia per avventura/caso) della limatura di rame in materia vitrea fusa. Il composto, raffreddandosi, assunse un aspetto molto piacevole alla vista e il giovane continuò a riprodurlo chiamandolo appunto avventurina (nata per avventura). Lo stesso nome fu poi assegnato a quei composti naturali (quarzi) che possedevano un aspetto analogo. Il suo aspetto può esser di colore verde, giallognolo, rossiccio o marrone-dorato, ed in passato veniva facilmente confusa con la giada verde (che i cinesi utilizzavano per ricavare sigilli e talismani).

L’avventurina è un quarzo con piccole scaglie di ematite (ossido di ferro) o di mica che appaiono nella pietra rosea o marrone come piccoli spruzzi. E’ forse la stessa pietra che Plinio chiamava Gramatite o Sandastro e si trova negli Urali, in India e negli Altaj. Tagliata a superficie curva è utilizzata spesso in gioielleria come gemma, ma viene però solitamente tagliata a fantasia ed utilizzata per fabbricare vasetti e coppe: splendido esemplare fu ed è il vaso offerto dallo Zar Nicola I al geologo inglese Murchison (1792-1871), oggi conservato con cura nel museo di Londra.

L’avventurina ha natura venusiana per l’analogia con il rame della leggenda, e lunare. La portano i nati sotto al segno zodiacale della Bilancia e del Cancro (consigliata se montata su un anello in argento). E’ considerata, come le altre pietre verdi (in particolare come la malachite), una pietra della speranza connessa alla fortuna al gioco ed al rischio.

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